C'ERO, UNA VOLTA
Alice, il Bianconiglio, Cappuccetto Rosso, Biancaneve...se tra le pagine di Carroll, Perrault o dei Fratelli Grimm i buoni vincono o si salvano, e tutti finiscono per vivere felici e contenti, questo non è esattamente quello che accade nelle opere di Anna Caruso.
Gli onirismi si sbucciano tra gli spigoli della contemporaneità e le fiabe esplodono,la loro trama si interrompe e l’eroina viene strappata dal contesto narrativo per ritrovarsi, letteralmente teletrasportata, in una dimensione che non le appartiene, per descriveresolitudini smarrite nell'irrealtà di un mondo che ha perso la capacità di ‘sentire’. Se l’arte è soprattutto visione, come affermava Jean Dubuffet,le visioni metropolitane di Anna Caruso si animano di personaggi simbolici, per indagare i vuoti del nostro tempo.
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