Proemio
Il proemio è la parte introduttiva di uno scritto, di un poema o di un discorso e con questa serie ho voluto iniziare ad esplorare gli inizi.
Questa è un’epoca di molte, troppe voci, di rumori, di eccesso di cose inutili. Vorrei cercare di cancellare i confini delle parole per ritornare alla lingua materna, una lingua condivisa a metà strada fra l’esperienza e il linguaggio. Una lingua che nomini le cose prima che si imprigionino in classificazioni logiche, parole nude prive di categorizzazioni, che trasudano ancora di terra, di corpo, di madre, di preludio, della fragilità degli inizi. Tornare a quel momento in cui non si distingue ancora tra la parola e la cosa, tra il corpo e il linguaggio, la parola raccolta alla sorgente degli inizi, il periodo legato all’infanzia e al primitivo. Ritrovare una libertà rispetto all’ordine logico del linguaggio e rispetto al reale, uscire dalla gabbia del pensiero codificato e stereotipato, raccogliere la parola da un luogo non luogo e da un tempo non tempo in cui la parola aiuta a sentire che non si è in terra da soli.
Sono arrivata a questo tipo di pittura iniziando a togliere il superfluo per arrivare all’essenza primigenia. Il discorso che tento di fare con questi nuovi dipinti è di arrivare dunque ad una pittura originaria, degli inizi. È una sorta di meditazione sulla materia. Le linee nere curve sono Zodiaci in fase di formazione. Pura energia. L’energia dell’inizio. Rimangono unicamente dei simboli, i simboli astrologici che guidano alla costruzione del messaggio, un messaggio ancora non codificato e stereotipato.http://www.raffaellavaccari.eu/proemio.html















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