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Finissage

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Athos Faccincani Tra sogno,realta e sole alto

Pittura
Artisti in mostra
Athos Faccincani
Orari
Vernissage:
27/11/2009
Apertura:
27/11/2009 ()
Chiusura:
21/12/2009 ()
Location Galleria D'arte Rosenberg
Via Ugo Bassi 30
Milano (MI) Italy

Telefono: 0269015339
Cellulare: non disponibile
Fax: non disponibile


Orario spazio espositivo: 
10:00 - 12:30 14:00 - 19:00
Curatori
Galleria Rosenberg
Ufficio Stampa Informazione non disponibile
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ATHOS FACCINCANI

Tra sogno, realta e sole alto

Durante la serata il Maestro Faccincani presenterà il romanzo Virgo Fidelis
scritto in collaborazione con Elsa Dilauro

Quando abbiamo cominciato a lavorare insieme, Athos ed io avevamo un progetto: scrivere un romanzo a quattro mani per svelare intriganti retroscena del mondo dell’arte; oggi quel progetto è una realtà dal titolo“Virgo Fidelis” che a giorni sarà in libreria edito da Mursia. Quest’esperienza, oltre ad insegnarmi a credere e combattere per ciò che veramente si desidera, mi ha dato un'altra possibilità: conoscere da vicino un grande artista del nostro tempo, un uomo la cui interiorità non smette mai di sorprendere e stupire.
Athos Faccincani è un uomo con una sensibilità fuori dal comune, che va ben oltre quella “porzione” necessaria per essere definito un’artista, e quei contrasti di forza e fragilità, delicatezza e fermezza che emergono nei suoi dipinti, sono il frutto di quella qualità di percezione ed emotività che lo contraddistinguono. E il suo segreto è solo uno: l’osservazione, semplicemente.
Una sedia, un giardino tutt’intorno, ed un uomo con la testa per aria; un pomeriggio, due, tre.
E ci si chiede “ma cos’è che guarda? Sarà mica impazzito con tutte le esalazioni di colore che inspira?”, e poi una sera a cena svela l’arcano. “Ho osservato le tortore in questi giorni, in particolare mi ha colpito il momento in cui si alzano in volo, lo fanno tracciando una linea quasi verticale” e muove le sue braccia come fossero ali, perdendosi nella descrizione di quel gesto meraviglioso che è volare. Poi c’è la commozione per le prime margherite che annunciano la primavera, e a settembre l’entusiasmo per le rondini che si riuniscono in procinto di partire per quel lungo viaggio che ha l’Africa come meta, e la preoccupazione che i rondinini più giovani, quelli dell’ultima nidiata, non ce la facciano ad arrivare fin laggiù. Poi ci sono gli otto cani che vivono al suo fianco, una ciurma di trovatelli la cui più grande fortuna è stata proprio quella di essere stati abbandonati, in modo tale da poter essere adottati in casa Faccincani. Il suo preferito, Totò, un vero rompiballe. Che sia per affinità di carattere?
Ma veniamo alla sua pittura… una domanda che ho sentito formulare più volte da chi ha visitato il suo studio era riferita al fatto che non dipinge all’aperto, pur essendo i paesaggi la sua passione.
Qualcuno chiede se sia una questione di luce, magari il sole alto tanto amato dal Maestro si riflette troppo sulla tela, o se il vento possa dare fastidio; ma Athos sorprende sempre tutti quando dice che non gli interessa affatto riprodurre la realtà e che quello che vien fuori dal suo studio è una via di mezzo tra realtà e fantasia, tra sogno e visione; quello che non dice è che non ne ha bisogno, di averlo dinanzi agli occhi il panorama. A lui basta uno sguardo, poi chiude gli occhi e inspirando fa entrare dentro di sé i raggi del sole, i profumi del vento, il ronzio degli insetti. Fa profondamente suo tutto questo e lo rielabora; il che rende possibile che, anche in pieno inverno, nel suo studio fioriscano i fiori più colorati e che il lago rifletta la luce di un sole che in ogni quadro è appena al di là della cornice.
Ce ne sono di cose al di là delle pennellate, della luce e dei colori… c’è l’amore per tutto ciò che è vita, c’è un rispetto profondo per la natura e le sue meraviglie e, in particolare nei quadri che raffigurano la sua terra, c’è la passione per la storia che essa cela e rivela. Una rosa ed un vigneto non è semplicemente un bell’accostamento; è la saggezza contadina che Athos ha sempre tenuto in grande considerazione, per il fascino che hanno quei saperi che si tramandano da padre in figlio, di bocca in bocca. Quella rosa è posta dinanzi al vigneto per segnalare eventuali malattie, essendo più delicata dell’uva e manifestandole prima, dando al contadino il tempo di agire e salvare il raccolto.
È in questo la sua forza: la delicatezza di Athos non è mai sdolcinata, la violenza dei colori mai brutale; il suo è un sorriso di chi vive la vita con ironia e che grazie all’ironia continua a viverla, senza per questo mancare di profondità e in piena coscienza di ciò che veramente conta.
Athos, un uomo speciale che fa finta di non esserlo, è amato e adorato perché con la sua pittura offre un’altra prospettiva sul mondo, uno sguardo intriso di gioia, ottimismo e infinita dolcezza.

Elsa Dilauro

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