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Pittura, Personale.
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Pittura, Personale.
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Pittura, Personale.
18/04/2014-
Fotografia
19/04/2014-
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La passione necessaria

Pittura, Personale.
Artisti in mostra
Mathelda Balatresi
Orari
Vernissage:
3 Giugno, 2012 - 19:00
Apertura:
4 Giugno, 2012 ()
Chiusura:
24 Giugno, 2012 ()
Location Circolo culturale FERRO 3
Corso Nazionale, 131
84018 Scafati (SA) IT

Telefono: 339 43 93 098
Cellulare: non disponibile
Fax: non disponibile
Sito web: non disponibile
Curatori
Testi di Elvira Procaccini
Ufficio Stampa Informazione non disponibile
Inserita da: Peter Manchia
mostra d'arte inserita da Peter Manchia
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Mathelda Balatresi, la ”signora dell’arte” a Napoli, espone una quadreria di opere su carta nello 

spazio Disturb del circolo Ferro3,  a Scafati. L’artista nata a Carcare in Liguria, nell'infanzia ha 

vissuto in Toscana. Trasferitasi a Napoli, ha frequentato il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle 

Arti. Fin dagli anni sessanta rappresenta una poetica intensità della presenza femminile dell’arte. 

Ha partecipato a mostre di gran rilievo e a Napoli una sua installazione di immagini è  alla  

stazione Materdei della "Metropolitana dell'arte" e un’opera è nel Museo del Novecento di Castel 

Sant’Elmo. La mostra a Scafati è evento rilevante sul piano storico e culturale che, nel ciclo 

espositivo dello spazio  Disturb  di  Ferro3, fa presente la singolarità di un’artista “fedele” alla 

pittura come pratica delle passioni e degli "incontri col mondo". Fuori di ogni retorica della 

rappresentazione, Balatresi insinua nelle sue opere la cifra dell’enigma e del segreto, in una 

paradossale aperta chiarezza figurale, in cromatismi che sembrano in ascolto della grande pittura 

rinascimentale. Restìa a facili espressionismi, la sua “volontà d’arte” percorre i sentieri difficili e 

solitari della “poesia pensante” della pittura. La materia di luce delle sue figure, nelle opere su 

carta, sembra anelare alla assoluta trasparenza, oppure, a volte, si adombra e si drammatizza in 

immagini di forte contrasto tonale. Scrive  Elvira Procaccini, nel testo che presenta la mostra:                     

“Tra i miei ricordi più cari, una serie di grafiche risalenti a poco più di dieci anni fa: fiori curatissimi 

dai petali perfetti; eppure, dignitosamente soli come anime distaccate, racchiudono mine pronte 

ad esplodere. E’ così anche per le tele, dove niente sembra lasciato al caso: lei studia il tema, lo 

approfondisce, lo fa suo e gli dà corpo ancor prima di concepirlo. Un corpo etereo che non 

conosce la materia e che scomparirà nella pittura per riapparire ad opera compiuta. Soltanto 

allora le immagini vivacemente colorate emergeranno e si astrarranno, pronte a volar via dai toni 

meno accesi dei fondi. Più il colore s’impone più le forme si astraggono, come se il caso, a cui 

l’artista non vuole lasciar niente, eludesse la sua mano, s’infiltrasse di nascosto nelle trame della 

pittura e trascinasse le opere verso una libertà tutta loro.”

Di.st.urb. (Distretto di studi e relazioni urbane/in tempo di crisi), spazio dedicato alle arti visive 

annesso al circolo culturale  Ferro3, si pone l’obbiettivo di attirare ed aggregare un ampio e 

diversificato gruppo, costantemente in fieri, di artisti, di critici e curatori, nonché di intellettuali 

afferenti ad altri ambiti e discipline interessati al confronto con i linguaggi dell’arte, adottando una 

prospettiva globale, ma prestando la massima attenzione anche al territorio. Prima ancora che 

area espositiva, funzione che pure gli è assolutamente propria, esso va dunque inteso come un 

cantiere in cui soggettività differenti per formazione e vocazione concorrono nell’articolazione di un 

discorso sempre suscettibile di nuovi apporti e sconfinamenti, ma anche costantemente fedele a 

due linee-guida ben definite. Esse sono sintetizzabili nei termini di un’arte come esercizio di 

strenua messa in questione della sua stessa natura, nonché come pratica votata al continuo 

confronto con la dimensione socio-politica, il che, allo stato attuale, si traduce inevitabilmente 

nell’intreccio con i nodi costituiti dai molteplici volti - economico, ecologico, politico, sociale - della 

crisi mondiale in corso, che è in definitiva crisi irreversibile dei paradigmi sui quali da oltre due 

secoli si fonda la civiltà occidentale.

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