siamo in un periodo di transizione
Giovedì 26 luglioalle ore 18.00, inaugura lo spazioDoubleRoom con una mostra dedicata alle questioni di genere dal titolo“siamo in un periodo di transizione”. L’esposizione, a cura diMassimo Premuda, intende trattare il tema dell’androginia e della transessualità partendodalla suggestione del libro “Trieste and the Meaning of Nowhere”diJan Morris, in cui la protagonista confessa di aver trovato solo a Trieste la libertà mentale per poter pensare al cambiamento di sesso. La mostra è accompagnata da un testo sulle questioni di genere del giornalistaFabio Bozzato dell’Osservatorio Queerdi Venezia, e da un intrigante testo critico diCaterina Skerl, che ipotizzano ungenius loci psicoanalitico di Trieste capace di guidare questi percorsi di transizione attraverso gli ibridi sentieri degli stati intersessuali e dell’ermafroditismo.
La mostra si apre con“Conversione androginoide” un lavoro fortemente ironico che ci propone l’artistaLaura Zicari, disegnatrice anatomica presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Trieste, che ha documentato le operazioni per lariassegnazione chirurgica del sessodella Clinica Urologica di Trieste, molto conosciuta per questa specializzazione anche nel mondo dello show business. Si prosegue con un’installazione delicatissima diEmanuela Marassi che con la sua“Rosa profondo. Androgino ginandro”ci fa scivolare nell’ovattato mondo di una vanità androgina che si nutre di materiali preziosi e fragili, quali la porcellana, i batuffoli della cipria e i nastri di raso e organza. Mentre i raffinati disegni dell’austriacaRenate Bertlmann ci fanno credere ancora che una ironica sessualità ermafrodita possa esistere anche in una società erotizzata come la nostra.
Su un altro registro si muove il reportage del fotografoFabrizio Giraldi che con le sue coinvolgenti immagini documenta le aspettative delle aspiranti al titolo di“Miss Trans Italia”. L’artista milaneseMaddalena Fragnito con il suo“Transparenza” ci presenta invece una ventina di tavole con schizzi realizzati durante il“Seminario di studio sull’identitàdi genere”organizzato a Milano dalle attrici triestineIrene Serini e Marcela Serli, e da Davide Tolu a cui hanno partecipato una quarantina di persone transessuali provenienti da tutta Italia e dal cui incontro è nata la compagnia teatraleAtopos e lo spettacolo“Variabili Umane”. La mostra si chiude infine con il sorprendente video“Woman of the World” dell’artista norvegeseAne Lan che, come dice il criticoSigurd Langbakk:“indagando il concetto di “multiculturalismo”, riesce a distorcere le nostre concezioni con l'introduzione di una comprensione più stratificata di quello che potrebbe essere inteso come l’identità etnica. L'opera è una sorta di performance video in cui incontriamo sei personaggi femminili di diverse etnie, ognuno dei quali canta la stessa canzonenaïfcon una voce in falsetto arrugginito, mettendo in discussione il loro nome, la loro origine e la loro immagine.Lancosì non solo si interroga sull’idea dell’”identità” legata al genere e al sesso, ma anche su quali fattori economici e psicologici sono le basi per il nostro incontro con l’”altro” o per la costruzione dell’”altro”, in questo caso l’“altro” multiculturale.”
“siamo in un periodo di transizione”è organizzata in collaborazione conTrieste Contemporanea e ilGruppo78, e con la consulenza dell’Osservatorio Queerdi Venezia.Massimo Premuda, curatore della mostra, e iniziatore di questo nuovo spazio di dibattito culturale in città, dedica la giornata inaugurale alla poliedrica figura diFranco Jesurun che tanto ha fatto per la cultura contemporanea a Trieste, in concomitanza con l’evento che, nel giorno del compleanno del gallerista e attore triestino e a due anni dalla sua scomparsa, sarà organizzato alloStudio Tommaseo di Trieste alle ore 19.30.



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