Sono registrati al Network n. 1241 utenti.
èramoderna home page

Mostre prossimi 7 giorni

Pittura, Personale.
18/04/2014 -
Fotografia
19/04/2014 -
Pittura, Personale.
24/04/2014 -
Pittura
25/04/2014 -

Mostre d'arte in corso

Venerdì 18 aprile 2014
Scultura
Dal 05/04/2014 al 23/04/2014
Scultura
Dal 08/04/2014 al 24/04/2014
Pittura, Scultura, Collettiva.
Dal 06/04/2014 al 27/04/2014
Pittura
Dal 02/12/2013 al 30/04/2014
Pittura
Dal 12/04/2014 () al 30/04/2014

Vernissage prossimi 3 giorni

Pittura, Personale.
18/04/2014-
Fotografia
19/04/2014-
Versione stampabile Send to friend

L'interruzione del silenzio,ovvero,La fruizione dei contrari

Pittura
Artisti in mostra
Fernando Pietròpoli
Orari
Vernissage:
Apertura:
7 Agosto, 2012 - 19:00
Chiusura:
20 Agosto, 2012 - 23:00
Location Palazzo Carlotti
Piazzetta Carlotti
37016 Garda (VR) IT

Telefono: 3272024948
Cellulare: 3272024948
Fax: non disponibile

Orario spazio espositivo: 
10-23
Costo biglietto: 
ingresso gratuito
Curatori
dott. Maria Gabriella Morello
Ufficio Stampa Informazione non disponibile
Documenti allegati
Inserita da: Fernando Pietròpoli
mostra d'arte inserita da Fernando Pietròpoli
apri la mappa

L’artista veroneseFernando Pietròpoliwww.fernandopietropoli.it-prosegue aGarda (Verona), dal 7 al 20.8.2012, nel Palazzo Carlotti – Piazzetta Carlotti,   la mostra personale di pittura  “L’interruzione del silenzio” inaugurata a Lazise nel marzo scorso. L’autore, formatosi presso l’Accademia di Belle Arti Cignaroli di Verona e membro della storica Società Belle Arti di Verona,presenterà nuove creazioni  realizzate nel suo stile di elezione, di prevalente impronta lirico informale e materica. La mostra sarà visitabilecon orario 10-23; ingresso libero. Info: +393272024948 – info@fernandopietropoli.it- www.fernandopietropoli.it.
 
Fernando Pietròpoli, ovvero, La fruizione dei contrari
 
Parlare dell’arte di Pietròpoli significa entrare nel mistero insondabile dell’Idea dell’opera, nel lavoro tenace che sorregge creatività e creazione, nell’emozione, nella passione profonda che anima la sua vita artistica e privata.
 
La sua pittura può essere letta come un viaggio che sfida le opache frontiere dell’irrealtà e della finzione. Per lui il mondo è uno specchio aperto alla fruizione dei contrari, un pozzo forgiato nella grammatica della materia. Proiettato verso il cosmo lungo le orbite della propria interiorità, Pietròpoli dilapida il colore ove arde la terra, ove si bagna l’infinito e il finito si annulla. In ogni granello di sabbia o ruga di resina sottostanti al colore vi è un mondo in cui vicinanza e lontananza, presenza e assenza, memoria e speranza l’una all’altra si sovrappongono. Situazione questa indispensabile affinché possa sprigionarsi l’archetipo personale, e perché istanze rimosse si affermino proclamando l’intera illogicità dei nessi consertati alla pellucida trasparenza del segno.
 
Con una pittura estremamente inclusiva, capace cioè di dare espressione a qualunque soggetto, Pietròpoli dipinge come quando ha fame, come quando ha sete, dimenticando qualsiasi comodità. Si spoglia del giorno ed entra nella notte senza bisogno di nulla. Egli è pura pittura in ogni suo atto, in ogni sua scelta, in ogni sua mancanza, in ogni sua noncuranza, nelle stranezze che lo rendono scomodo e amatissimo allo stesso tempo per i continui strappi di meraviglia prodotti dall’abbandono del luogo comune. La sua è infatti una pittura agìta che lo rende refrattario al calcolo e all'opportunismo, e che si atteggia, all’opposto, come un’autobiografia, distillata istante per istante e che scomodamente ci attende là dove non ce lo saremmo mai aspettato.
 
Il dipingere di Pietròpoli è l’interruzione del silenzio, che egli sposta come un corpo sposta l’acqua nella quale si immerge; è la continuazione di un “rumore”, cosicché anche l’Ascolto diventa condizione necessaria per comprendere le sue creazioni. Aderendo totalmente al concetto di Movimento della Materia, lo stesso che si esprime nel fuoco di Eraclito o nella colonna di Brâncuşi, egli è riuscito a toccare persino chi sulla pittura non si è mai soffermato. E ciò in virtù di un’opera che scuote, che non lascia indifferenti e che “serve”, come in una tragedia greca attuale, attualissima, di tutti noi uomini smarriti nel tempo.

Maria Gabriella Morello
Marzo 2012

Segnala la mostra:  


Commenti