Al 27 giugno 2010
Galleria d'Arte Moderna RACCOLTA LERCARO
via Riva di Reno 57 - Bologna - (Bologna)
Andrea Dall’Asta S.I., Elena Pontiggia, Michele Tavola
Ufficio stampa:
Arcidiocesi di Bologna, con la collaborazione di Francesca Passerini
Tel. 051. 6566210 - 211
da martedì a domenica, ore 11 - 18.30
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Con una mostra dedicata all’artista francese Georges Rouault (1871-1958), a cura di Andrea
Dall’Asta S.I., Elena Pontiggia e Michele Tavola, la Raccolta Lercaro intende riflettere sulle
tematiche fondamentali della sua opera. Attraverso un’ampia selezione della sua produzione
grafica, oltre un centinaio di fogli, sono presentati i maggiori cicli dell’autore, dal Miserere
alle due serie di Cirque, da Réincarnations du Père Ubu a Les Fleurs du mal, fino a Passion.
Accanto a questo corposo nucleo grafico saranno inoltre esposti alcuni disegni (di cui alcuni
inediti), matrici di rame, lettere e alcune rare prove d’artista, come quelle relative alla
grande crocifissione a colori. Al termine del percorso delle opere di Rouault sono collocate tre
grandi tele monocrome dell’artista americano David Simpson, provenienti dalla Collezione
Giuseppe Panza di Biumo.
Mai come nel secolo scorso l’espressione artistica ha avuto difficoltà a dare voce alla fede
cristiana. Per Georges Rouault, uno dei protagonisti della pittura europea del Novecento, la
dimensione di fede è, al contrario, la fonte ispiratrice di tutta la sua attività artistica. L’arte è
una vocazione, testimonianza di vita, esplorazione del mistero. In questo senso, la mostra è
come la rivelazione del cammino di fede dell’artista.
I temi affrontati da Rouault sono molteplici e raccontano di un’umanità popolata da clown,
prostitute, vagabondi, tipi grotteschi, poveri e umili che si contrappongono a presuntuosi,
potenti e ricchi. In cicli come Réincarnations du Père Ubu o Grotesques, Rouault si concentra
sulle miserie e sull’oscurità del peccato, in cui s’immerge la tumultuosa vita dell’uomo. In
opere successive, come Passion, i soggetti si collocano in un orizzonte di pace e di quiete. Con
un espressionismo dai tratti forti e ben marcati, Rouault riflette su soggetti sacri, maternità,
figure femminili. A una visione dalle forti tinte drammatiche succede una calma che si fa
espressione di una pienezza di vita, di una speranza di riscatto.
Una presenza costante accompagna e ispira tutta l’opera dell’artista: Gesù Cristo. È il
Christus patiens, raffigurato nella maestà del suo dolore, devastato e sublime allo stesso
tempo, lacerato e risplendente di luce.
Nel Miserere, il ciclo più importante dell’artista e ampiamente documentato in mostra,
Rouault si concentra su volti taciturni, vagabondi, chiusi nella propria sofferenza, gonfi di un
nero bituminoso, come a conservare quell’oscurità della terra da cui provengono. Sono la
rappresentazione del fallimento della condizione umana, la pattumiera del mondo.
L’immagine stessa di Cristo sulla Croce. Tuttavia, custodiscono una speranza. Sono feriti, ma
non disperati. Senza speranza, portano la speranza. La salvezza è lo sguardo di misericordia
di Dio sull’umanità. È il velo di pietà sulla miseria umana, che culmina con la Croce in cui il
Figlio di Dio muore per la salvezza del mondo. Sulla Croce Dio si fa, infatti, solidale con
l’uomo, assumendone la lacerazione e il dolore. Si fa Deus absconditus. Come il sole nel suo
viaggio notturno. Il sole c’è, ma occorre attendere l’alba per vederlo. È la notte della
Redenzione.
La mostra si conclude con tre opere di David Simpson. Sono dipinti monocromi, grandi
superfici riflettenti in grado di assorbire la luce per poi irradiarla e diffonderla nell’ambiente
circostante. L’attesa di una redenzione si fa qui esplosione di luce. Al termine della notte, ci
accoglie la luce della Risurrezione. Per crucem ad gloriam?
Il catalogo, oltre ai testi dei curatori, comprende un saggio di S. E. Mons. Gianfranco Ravasi.
Biografia dell’autore e schede delle opere sono a cura di Chiara Gatti. Il repertorio
bibliografico è di Claudia Amato.
Si ringrazia la Fondazione Marilena Ferrari-FMR
La centralità della riflessione sulla figura di Cristo di Rouault trova deale continuità di intenti
nel lavoro sul Sermone della Montagna che la Fondazione Marilena Ferrari-FMR ha
recentemente commissionato al pittore forlivese Nicola Samorì e che dal mese di febbraio
sarà esposto presso la Raccolta Lercaro, consentendo ai visitatori un confronto tra modalità
diverse di affrontare il tema dell’incontro di un artista con il mistero dell’Imago Christi.
Un ringraziamento particolare a Luigi Tavola
e inoltre a Giuseppe Panza di Biumo e Giuseppina Panza di Biumo Caccia Dominioni
Si ringrazia inoltre G. e C.A. Sas - Gestioni e Consulenze Assicurative,
in modo particolare Andrea Covini e la Società Cattolica di Assicurazione
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